domenica 22 maggio 2011

"Pisapia ha reso Red Ronnie famoso" (cit.)



Avete presente il "Caso Red Ronnie-Pisapia", vero? Nell'eventualità che ve lo siate perso trovate qui un esaustivo riassunto.
Perché parlarne su questo blog? Perché, onestamente, ritenevo che la vicenda fosse un semplice autogol del vecchio Red (nemmeno troppo deleterio: in tutta onestà chi se lo cagava più Red Ronnie???) fino all'invasione televisiva del nostro Giovane Premier Silvio B. alcune sere fa. Vedermelo sproloquiare senza freni (in quella che alcuni barzellettieri ribattezzati giornalisti osavano definire "Intervista") attraverso cinque TG nazionali su sette in quasi contemporanea mi ha fatto tornare alla mente il delirio anti-Pisapia di Red e le sue conseguenze. Già, perché in quel caso le conseguenze si sono palesate subito e anche pesantemente!

Il non-più-ggggiovane conduttore/produttore ha fatto una sparata priva di alcun fondamento, in un periodo già particolarmente surriscaldato e da una posizione tutt'altro che neutrale. Bene, ma provate a immaginare se avesse scelto il mezzo televisivo per farla: sarebbe avvenuta la stessa cosa? La vicenda avrebbe avuto la stessa conclusione, vale a dire lo sberleffo di proporzioni inaudite che ancora oggi potete notare andando sul profilo Facebook dell'interessato?

Sapete qual è il motivo per il quale i nostri esponenti politici più in vista non usano (o usano male) Internet? Il fatto che debbano interagire con i propri elettori e con i propri detrattori. Andare in TV e blaterare vagonate di panzane può provocare qualche titolo piccato sui quotidiani del giorno dopo e qualche sterile polemica sottovoce delle opposizioni...ma ciò non toglie il fatto che la panzana sia stata pronunciata, assimilata e, spesso, considerata una verità data l'autorevolezza del mezzo adottato. Invece andare in Rete e scrivere una vagonata di panzane può provocare qualcosa come un centinaio di Replies nel giro di dieci minuti, un migliaio nel giro di un'ora e trasformarsi in un'ondata di scherno e protesta capace di travolgere l'autore della vaccata, che scriva dal suo profilo FB come dal suo blog.
I pallisti hanno vita breve sul web, le possibilità di smascherarli sono infinite e la maniera meravigliosa con cui la navigazione su Internet accorcia le distanze e permette di relazionarsi in tempo reale ne fanno un oggetto con cui, attualmente, molte "personalità" preferiscono non rischiare.

Date un occhio ai profili twitter dei politici: sono quasi tutti a senso unico, un elenco di post che rimandano a blog, articoli, semplici commenti sui fatti del giorno...zero risposte, zero repliche a messaggi di altri navigatori che rivolgono loro delle domande. Voi direte "Ma certo, se Bersani rispondesse a tutti passerebbe la giornata su Twitter!!" e forse avete anche ragione ma la cosa non mi toglie dalla testa che la decisione di utilizzare un mezzo che fa dell'interazione la sua caratteristica portante presuppone che se ne seguano le regole principali. Non me ne frega un cazzo di visitare il profilo FB di un politico che lo usa come fosse un ufficio stampa o una bacheca di annunci...Internet non è la televisione o la carta stampata ed è questo che molti si rifiutano di capire o di accettare.
Se scrivi un post dove affermi una stronzatona come l'attribuzione della cancellazione di un tuo evento alla nomina NON ANCORA AVVENUTA di un sindaco a te avverso finisci per ritrovarti la bacheca letteralmente invasa di, sacrosanti insulti! Hai fatto la cazzata e ne accetti le conseguenze, cosa che in un intervento televisivo, ormai, sembra non avvenire quasi più (a meno che non si tocchi l'inviolabile tabù e non si bestemmi...in quel caso si rischia di essere cancellati dalla faccia dell'etere in quattro e quattr'otto).
Il Grande Comunicatore Silvio B. non usa la Rete se non per postare video quindi tramite interventi privi della possibilità di un contradditorio...esattamente come fa in televisione. Non può sfruttare questo mezzo come fa con le TV dato che si tratterebbe di fare i conti con le opinioni altrui.


Per questo motivo i nostri adorati politicanti continueranno ad affacciarsi alla Rete come farebbe un gibbone davanti a un cibo a lui sconosciuto (D'Alema anni fa si vantava di non sapere usare il computer: caratteristica interessante per uno che pretendeva di governarmi nell'epoca della tecnologia più avanzata!) Questa gente non può permettersi di affrontare faccia a faccia, senza il paravento delle istituzioni, quelli che, fino a prova contraria, sono i suoi datori di lavoro.

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